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Pillole di storia

Varata la nave di Ulisse 6/07/1953

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Il Paradiso sul Mare

paradiso sul mare

"Turismo-Casinò-Moda, trinomio per i lavoratori del braccio e della mente di tutto il mondo, dalla fusione dei tre elementi sorge la vera industria turistica che non avendo mai crisi di superproduzione aiuta concretamente tutte le altre industrie; il commercio, il lavoro e non solo, bensì eleva il tenore di vita di ogni classe sociale ed allontana le guerra, possa il Dio proteggere tutti coloro che al proprio interesse sanno accoppiare quello del collettivo del popolo italiano e della patria". (G.Polli 1919)

Così recita la targa affissa all'ingresso del palazzo ideato nel 1919 da Giuseppe Polli, "Il Paradiso sul Mare" destinato allo svago dei nobili frequentatori della città di Anzio. Grandi e luminose sale in un luogo del Tempio e tappeti verde in luogo di are.

La costruzione del complesso fu affidata all'Architetto Bazzani, iniziata nel 1919 tra l'entusiasmo generale, nel 1924 era già terminata. L'edificio, in stile liberty, ha un atrio di forma semiellittica, sostenuto da sei colonne grigie con capitelli su travertino bianco.

Due sale da gioco, entrambe di forma circolare, hanno il soffitto sorretto da dieci pilastri con affreschi del Tosatto; la prima sala con scene primaverili detta appunto della Primavera, l'altra con scene di ninfe danzanti. Dal salone Primavera si accede su un ampio terrazzo, la balconata è adornata da sei statue, di cui quattro statue femminili (Estate, Primavera, Industria e Commercio) e due maschili (Autunno e Inverno).

Al piano sottostante si trova il salone da pranzo in toni di bianco e grigi con stucchi di avorio. La pista da ballo è circolare e delineata da dieci colonne in stile ionico. L'affresco è di genere cavalleresco ed i lampadari di Boemia, come nelle due sale da gioco.

L'inaugurazione ebbe luogo con fasto solenne, ma la cosa non piacque a Papa Pio X, il quale ne promosse la chiusura non potendo tollerare che a due passi dal cuore della cristianità sorgesse e fosse attivo un luogo aperto al vizio. Ora proprietà del Comune di Anzio, è adibita a sede di una scuola alberghiera. Federico Fellini lo volle nel suo film "Amarcord", allestendolo a Grand Hotel di Rimini. Alberto Sordi e Monica Vitti ballarono nelle sue sale sul set di "Polvere di stelle" e fu set di diversi altri film.

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